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DEPRESSIONE E OBESITÁ: COPPIA DI FATTO?


Dr.ssa Cinzia Di Cosmo

Psicologa – Psicoterapeuta

cinzia.dicosmo@gmail.com

http://www.drcinziadicosmo.it/

Spesso i pazienti obesi che decidono di sottoporsi ad un intervento chirurgico per perdere peso mi chiedono, in fase di colloquio, come cambierà la loro vita dopo l’operazione. Questa e simili domande non se le pongono solo i diretti interessati, ma anche i loro familiari. Capita spesso che il coniuge o il genitore di un paziente esordisca così: “Perdendo peso smetterà di essere giù e sarà felice?”

Questi interrogativi mostrano quanto la condizione di obesità possa essere difficile per la persona. Infatti, non si tratta solo di peso in eccesso, ma di affrontare tutti i giorni le conseguenze sia patologiche, come diabete di tipo 2, affaticamento, dolore alle ginocchia, che psicologiche, come difficoltà relazionali, bassa autostima e soprattutto umore depresso.

Gli studiosi sanno bene che il legame tra obesità e depressione è molto complesso. Infatti se è vero che al sovrappeso si associa un umore basso è anche vero che la depressione può condurre la persona a mangiare di più, aumentando così il proprio peso il cui esito è inevitabilmente l’obesità.

Alcuni ricercatori britannici si sono chiesti come mutava la depressione in pazienti obesi sottoposti a chirurgia bariatrica. Nel loro studio hanno misurato i livelli di depressione sia prima l’intervento che a distanza di anni da esso, comparandoli con quelli di altre persone obese, ma che non si sarebbero sottoposte all’operazione chirurgica. I risultati mostrano che se entro i primi tre anni dall’intervento si registra un miglioramento dell’umore nel tempo questo effetto positivo decresce, evidenziando così un aumento nei livelli di depressione.

A seguito dell’intervento di chirurgia barbarica la persona inizia a perdere peso in modo regolare con un miglioramento di molti parametri fisiologici e soprattutto il soggetto avverte un benessere generale grazie ai vantaggi dati dal calo ponderale.

Tornando alle domande di cui sopra: “…sarà felice?”

Una parte importante dei colloqui clinici verte proprio sulla valutazione delle aspettative legate all’intervento di chirurgia bariatrica, sulla motivazione del paziente a intraprendere un percorso personale che inizia proprio dopo l’operazione, soprattutto se vi sono problematiche psicologiche, come la depressione, che la psicoterapia conduce alla risoluzione.

Un ex paziente obeso una volta mi ha detto: “La felicità per me non è un punto di arrivo, ma un processo che continuo a portare avanti anche oggi da normopeso”.

Booth et al., (2015). Impact of bariatric surgery on clinical depression. Interrupted time series study with matched controls. Journal of affective disorders, 174, 644-649.

Scritta il 08/05/2015