Malattie associate all'obesità


Le malattie che si associano alla obesità grave (BMI maggiore di 35 kg/m2) sono:


• INSUFFICIENZA CARDIACA:
il cuore è una pompa muscolare, che nel caso del paziente obeso, in cui la superficie corporea può raggiungere dimensioni più del doppio di quella del normopeso, è costretto a pompare una quantità di sangue, nell'unità di tempo, molto più elevata per fornire il sangue alla massa corporea notevolmente aumentata. Essendo la quantità di sangue sempre la stessa (5L) bisogna che la pompa aumenti la spinta del doppio, agendo non solo sull'aumento del battito cardiaco (numero di pompate), ma soprattutto aumentando lo spessore del muscolo (cardiomegalia). Tutto ciò implica un affaticamento del lavoro cardiaco che, negli anni, porta allo sfiancamento ed all'esaurimento dell'organo (scompenso cardiaco).

• INSUFFICIENZA RESPIRATORIA:
i polmoni compressi per l'aumento del grasso addominale non riescono a espandersi adeguatamente. Ciò altera la funzione polmonare riducendo in modo grave gli scambi nel sangue tra ossigeno (O2) e anidride carbonica (CO2).
La ridotta ossigenazione del sangue incide negativamente sui vari organi ed in particolare sul cuore e sul cervello innescando un vero e proprio deficit causa di scompenso cardiaco e difficoltà alla concentrazione intellettiva.
Nel paziente obeso l'aumento della CO2 nel sangue è causa di sonnolenza durante il giorno. Il paziente riferisce di addormentarsi dopo qualche minuto che si è seduto o durante un monotono viaggio in macchina.

Durante il sonno, la posizione supina, in particolare se il paziente è affetto da obesità centrale, provoca un sovraccarico del peso addominale sul diaframma. Il risultato è una ridotta espansione dei polmoni e conseguente stato congestizio a cui segue la ridotta saturazione di O2 nel sangue.
Per sopperire alla momentanea carenza di ossigeno il pazienta aumenta gli atti respiratori nel tentativo di un rapido compenso. L'aumento degli atti respiratori riduce la quantità di CO2 al di sotto del valore soglia che serve per stimolare i centri nervosi che regolano il respiro
Il paziente smette di respirare per alcuni secondi (APNEA). La fame di ossigeno risveglia il paziente che riprende respirare per consentire un recupero della saturazione di O2 nel sangue e della quantità di CO2. Tale fenomeno viene definito Sindrome delle apnee notturne centrale (CSAS), condizione patologica di assoluta gravità per complicanze cardiache e cerebrali, che richiede un trattamento con la ventilazione assistita a pressione positiva, meglio nota come CPAP (Continuous Positive Airway Pressure).

• DIABETE TIPO 2.
Si verifica nel 57% dei pazienti obesi con BMI > 35 kg/m2.
Il tessuto adiposo è considerato un organo a parte in grado di secernere sostanze in grado di bloccare l'azione dell'insulina (resistenza insulinica).

L'insulina, è un ormone la cui azione consiste nel favorire il passaggio di zucchero dal sangue all'interno delle cellule dove viene metabolizzato

L'insulina, normalmente aumentata nella sua concentrazione ematica, non agisce più secondo un rapporto consequenziale con l'aumento della concentrazione di zucchero nel sangue, pertanto lo zucchero non viene metabolizzato a livello cellulare. Il mancato utilizzo dell'insulina per la insulino-resistenza, causa un aumento di zuccheri nel sangue con conseguente ulteriore richiamo di insulina.
Tale meccanismo è compensato fino a che l'insulina viene continuamente secreta. Lo stress delle cellule secernenti insulina, a lungo andare, tentano ad esaurirsi con un conseguente riduzione della secrezione di insulina a cui segue una persistenza di alte concentrazioni di zuccheri nel sangue (DIABETE).
Una caratteristica della resistenza insulinica, prima che si instauri una insufficienza delle cellule secernenti è l'alta concentrazione di insulina nel sangue
. I pazienti obesi sono nella mggior parte dei casi iperinsulinemici

• IPERTENSIONE ARTERIOSA: una condizione che quasi costantemente si associa al DIABETE 2 e ALL'INSUFFICIENZA CARDIORESPIRATORIA.

• SINDROME METABOLICA
La Sindrome Metabolica è la combinazione di alterazioni metaboliche, causate prevalentemente dall'abnorme eccesso di peso.
I parametri clinici che consentono la formulazione diagnostica di Sindrome Metabolica sono:

a) Obesità Viscerale o Addominale: circonferenza vita > 102cm (uomo) o > 88cm (donna);
b) Ipertensione Arteriosa: pressione sistolica ≥ 130mmHg e diastolica ≥ 85mmHg;
c) Colesterolo HDL < 40 mg/dl (uomo) o 50 mg/dl (donna);
d) Trigliceridi > 150 mg/dl;
e) Glicemia > 110 mg/dl

La diagnosi di Sindrome Metabolica si rende evidente clinicamente, quando almeno 3 dei parametri su indicati sono aumentati numericamente.

La sindrome Metabolica incide nel 25% circa dei pazienti affetti da obesità centrale (a MELA). È una malattia ad elevato rischio cardiovascolare a cui si associa la cardiomegalia e l'insufficienza coronarica. Quest'ultima condizione è il maggiore fattore di rischio dell'infarto cardiaco.

• L'eccessivo carico ponderale sull'apparato muscolo-scheletrico è responsabile della precoce insorgenza di gravi FORME ARTROSICHE della colonna vertebrale e degli arti inferiori. In particolare in corrispondenza delle ANCHE e delle GINOCCHIA.

• L'associazione Obesità Grave CALCOLOSI DELLA COLECISTI e delle VIE BILIARI è riscontrabile nel 33%

• Nel 2004 L'OMS riporta che su 10 milioni di pazienti deceduti per cancro 4 milioni erano affetti da obesità grave. I Tumori che hanno un nesso causale con l'obesità sono:
CANCRO:
1. all'esofago,
2. alla mammella (in postmenopausa)
3. all'endometrio (il rivestimento dell'utero)
4. al colon-retto
5. al rene
6. al pancreas
7. alla cistifellea
8. all'utero
9. alla tiroide.
I fattori connessi all'obesità, prevalentemente centrale, interagiscono con fattori ormonali la cui concentrazione aumenta nel corso della malattia. Così la sedentarietà e l'aumento di grasso addominale si accompagnano all'iperinsulinismo. L'aumento di insulina moltiplica la replicazione delle cellule ponendo in serio rischio l'evoluzione verso il cancro. In particolare l'incremento della concentrazione di insulina induce l'aumento dell'IGF-L, i cui alti livelli ematici sembrano favorire lo sviluppo del cancro della prostata, del colon retto del seno.

Altri fattori che incidono significativamente sull'incidenza del cancro sono: le ADIPOCHINE, proteine infiammatorie che aumentano nei pazienti con obesità centrale. La LEPTINA, ormone che stimola il senso di fame, incide anche sulla proliferazione delle cellule, così come gli Estrogeni e il TESTOSTERONE di cui sono note le azioni sulla proliferazione, rispettivamente, delle cellule cancerogene della mammella e della prostata.

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