Le cause dell'obesità


Mettendo da parte le cause genetiche che rappresentano un numero minore di pazienti il problema s'incentra sul comportamento alimentare.

Una corretta alimentazione, allo stato attuale delle conoscenze, è una condizione necessaria per mantenere il peso corporeo nei limiti ottimali, ma non è una condizione sufficiente.

Al di là della quantità di calorie ingerite giornalmente con la dieta, conta anche la forma cioè il tipo di alimenti con cui le calorie vengono introdotte. Infatti, mentre carboidrati (cereali, pane, zuccheri) e proteine (carne, legumi) vengono immediatamente ossidati per produrre energia, i grassi o lipidi alimentari vengono più facilmente immagazzinati nel tessuto adiposo. In altre parole, l'organismo utilizza preferibilmente zuccheri e proteine e soltanto dopo utilizza i grassi per ricavare energia; questo fa sì che l'introduzione di grassi assieme ad altri nutrienti faccia sistematicamente "risparmiare" questi ultimi. Pertanto, a parità di introito calorico, si assiste all'aumento dell'adipe quando la persona segue una dieta ricca di grassi.
Oltre ad essere utilizzati in modo diverso, i lipidi hanno anche un diverso comportamento per quanto riguarda i meccanismi cerebrali che regolano fame e sazietà. Infatti, mentre l'assunzione dei carboidrati viene rapidamente registrata dal centro cerebrale della fame con conseguente senso di sazietà, con l'assunzione di grassi ciò non avviene, ragion per cui non cessa la spinta ad alimentarsi e il senso di sazietà sarà tradivo, ovvero quando si avverte il senso di pienezza per distenstione gastrica.

Ancora più grave è il ricorrere inopinatamente alle diete. Queste devono essere seguite da centri dietologici gestiti da specialisti di provata esperienza.
La dieta se praticata non come atto terapeutico, ma solo con l'intento di calar di peso rapidamente per seguire modelli corporei sbattuti con tutta la violenza mediatica, che normalmente osserviamo, è nella maggior parte dei casi motivo di incremento della obesità.
Questa affermazione non deve meravigliare, consci son propri quei pazienti che si recano dal chirurgo sperando nell'ultima ed unica occasione per risolvere il problema di tutta una vita basta.
Le cause sono relative e due ordini di fattori, che quasi sempre si integrano.
Francesco Morelli, uno dei maggiori dietologi Italiani, che ha messo a punto la terapia dietetica che si basa sulla dieta libera, credo che spieghi esaurientemente i meccanismi che conducono alla ripresa del peso perso.


Cause dell'obesità Se in passato il nostro organismo ha sempre cercato di risparmiare calorie per poter sopravvivere alla carenza di cibo,
tanto da meritarsi l'appellativo di "GENOMA RISPARMIATORE", è anche vero che, con l'improvvisa abbondanza di calorie, lo stesso genoma abbia continuato a risparmiare energia. E così, di fronte a diete drastiche che hanno sempre cercato di risolvere il problema "peso" assai rapidamente e senza tener conto del già citato "genoma", è più che logico che quest'ultimo si ricordi di quei "poveri periodi" e metta in atto una serie di reazioni"metabolicamente negative". Conseguenze: dopo i primi entusiasmi per i chili persi facilmente, il metabolismo si riduce, compare ansia e depressione per gli scarsi risultati, la mente del paziente si rivolge sempre più al cibo che alla dieta ed il risultato finale è la rapida ripresa del peso (sindrome dello YO-YO) oppure l'evoluzione verso i disturbi alimentari (anoressia, bulimia ecc.).

Altrettanto derimente sul piano psicologico "dilemma della dieta di Bennet" o "modello psico-biologico-sociale".

Il modello si contrappone al modello morale, in cui l'obeso è ritenuto l'unico responsabile del suo stato, che non si modifica per la sua totale assenza di forza di volontà. È ovvio che il paziente obeso non può essere colpevolizzato, ma deve essere avvicinato e accompagnato con massima comprensione verso le sue esigenze, con una operazione di analisi psicologica che consente prima di tutto di riacquistare l'autostima.

Il meccanismo che evidenzia il paradosso "dieta causa di obesità" può essere sintetizzato nel seguente schema:

Cause dell'obesità


La spiegazione sotto riportata e visualizzabile:
www.cibo360.it/cibo_salute/obesita/dilemma.htm

1) Tutto nasce dall'eccessivo desiderio di perdere peso, legato alla errata convinzione che questo risultato possa essere raggiunto in fretta e senza problemi. Questo modo errato di pensare è causato soprattutto dalla spinta mediatica delle industrie, che pur di trarre profitti contribuiscono a diffondere il messaggio che dimagrire sia una cosa semplice, ottenibile senza sforzi e in poco tempo.
2) Il desiderio di perdere peso conduce ad una ferrea restrizione alimentare, sostenuta dall'iniziale entusiasmo, che però determina un intenso senso di fame. Qui intervengono le cause biologiche: una restrizione prolungata di un qualcosa che ci fa stare bene (il mangiare) ci porta a desiderare sempre più quella cosa, soprattutto se l'individuo possiede una predisposizione ormonale che lo rende più sensibile a questi fenomeni.
3) A questo punto l'offerta continua di cibo alla quale siamo soggetti (uno dei 'motori' o cause sociali) mette a dura prova le capacità di resistenza dell'individuo, che trasgredisce. È la fase della disinibizione: il soggetto riceve stimoli a mangiare che non riesce più a sopportare e perde il controllo, mangiando molto più del normale.
4) Questa trasgressione viene vissuta in modo negativo con un senso di colpa e di vergogna, l'autostima e la fiducia in sè stessi diminuisce e si determina una cascata di reazioni comportamentali e psicologiche che porta alla perdita totale di controllo. Il soggetto mangia molto poichè ha molta fame ed è psicologicamente incapace di dire basta e riacquista tutti i chili persi con gli interessi. Questo fenomeno è facilitato dal fatto che il soggetto è sicuramente in uno stato di metabolismo rallentato conseguente alla restrizione calorica.
Il soggetto si troverà a questo punto in una situazione psicologica e fisica peggiore rispetto all'inizio della dieta, poiché ha acquistato peso invece di perderlo, abbassando ulteriormente il livello di autostima.
È ovvio che al tentativo successivo di perdere peso la situazione (soprattutto quella psicologica) peggiorerà ulteriormente, e diventerà sempre più difficile da recuperare.
È un circolo vizioso che si autoalimenta, e fa diventare la situazione sempre più difficile. È per questo motivo che non è possibile guarire l'obesità con la sola dieta, solo il 5% dei soggetti ce la fa! Gli altri necessitano di una ristrutturazione cognitiva devono capire innanzitutto che per dimagrire non basta una dieta e un pò di forza di volontà, poichè i motori che portano nella direzione opposta sono troppo potenti.

Il comportamento alimentare, sia pure fattore portante tra le cause dell'obesità, non può esser considerato il solo killer. I fattori ambientali rivestono altrettanta importanza, in special modo se associati al comportamento alimentare, che molto spesso rientra a pieno titolo tra i fattori ambientali

Cause dell'obesitàLa sedentarietà è il primo e più evidente fattore che porta all'aumento di peso, ma non va trascurato nemmeno il fumo, che sembra essere correlato alla presenza di grassi nella dieta, per cui chi è dedito al tabacco più facilmente assume grandi quantità di grassi.
Più di recente tra i fattori ambientali è stato inserito anche lo stress, o meglio la risposta che l'individuo ha nei confronti degli eventi stressanti. Infatti, chi reagisce in modo attivo, cercando di eliminare le cause delle contrarietà, di norma ingrassa meno di chi si "adatta" e si crogiola in una accidia, che definiremmo maligna per i danni devastanti che produce nella psiche di un paziente fragile come l'obeso.
Non basta quindi il solo approccio medico dietetico per affrontare il trattamento dell'obesità, ma risulta necessario un attento studio non solo medico, ma soprattutto
psicologico che metta in evidenzia non solo le motivazioni che hanno condotto il paziente ad uno sregolato comportamento alimentare, quanto la valutazione dell'ambiente che lo circonda, la sua risposta agli stimoli negativi, la facilità con cui rivitalizza una depressione datante da anni, mai considerata, mai curata. Le motivazioni del rifugiarsi nel cibo e la ricerca del miglior cibo da offrire a chi lo circonda, tale che qualsiasi complimento per la scelta o la confezione di questa o quella ricetta può essere un recupero di un'autostima, ahimè! perduta.

Cause dell'obesità

Questo sito utilizza cookies. Per saperne di più: Privacy Policy

Utilizzando questo sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser