Nutrizione Dietetica


Le diete proposte per la perdita di peso non sono più quantizzabili in termini numerici, anche perché nessuna di queste ha un'azione terapeutica che consente un risultato definitivo.

Il trattamento medico dietetico che abbia una valenza terapeutica accreditabile necessita di una team specialistico che studi e risolva le varie problematiche causa dell'aumento ponderale e delle malattie che normalmente si associano.

Volendo, comunque, identificare un modello terapeutico potremmo dire che i punti da focalizzare sono:

1. Il buon management del paziente in sovrappeso od obeso

  • che ha la finalità di stabilire un rapporto di fiducia tra medico e paziente
  • che utilizza modalità di relazione adattabili ad ogni singolo paziente, consentendo così di accompagnarlo durante il trattamento medico dietetici
  • che interagisce con l'ambiente che circonda il paziente in modo da non isolarlo nel momento in cui intraprende un percorso che richiede una sostanziale modifica dello stile di vita
  • che interviene nei momenti depressivi, quando il calo ponderale non corrisponde alle aspettative del paziente e infonde fiducia nel successo; che non deve essere necessariamente riferibile al raggiungimento di un peso che rispecchi un modello fisico predeterminato, ma che il calo ponderale ha prevalentemente la funzione di migliorare la gravità delle malattie associate, prima fra tutte il diabete 2
  • che sprona il paziente ad uscire dal guscio in cui si è nascosto attivando la vita di relazione e riacquistare l'autostima

2. Dieta

Bilanciata, ipocalorica, con un adeguato apporto proteico onde evitare un calo della massa magra ( i muscoli ). Indicativo quanto riportato nelle Linee Guida pubblicate dal SIO Società Italiana dell'Obesità - Standard Italiani per la Cura dell'Obesità 2012 - 2013

3. Esercizio fisico

È noto che l'esercizio fisico migliora sensibilmente la qualità della vita e riduce l'incidenza di malattie metaboliche e cardiovascolare.

La raccomandazione di praticare un adeguato esercizio fisico vale per tutti i pazienti gravati da tutte le malattie, in particolare per il paziente obeso che trova nella vita sedentaria una causa scatenate non solo l'aumento del peso, vanificando qualsiasi dieta, quanto favorisce l'acuirsi di malattie cardio dinamiche e respiratorie.

Così riportano le Linee Guida pubblicate dal SIO Società Italiana dell'Obesità - Standard Italiani per la Cura dell'Obesità 2012 - 2013 :

La pratica regolare di attività fisica e un fattore protettivo da incremento ponderale e obesità, mentre uno stile di vita sedentario e un fattore promotore.

Per la prevenzione di un incremento ponderale significativo (incremento superiore al 3% del peso corporeo) in una persona adulta sono raccomandati 150-250 minuti a settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata (corrispondenti ad un dispendio energetico di 1200-2000 kcal).

Nei pazienti con sovrappeso e obesità

Esiste un effetto dose-risposta tra la durata dell'esercizio fisico e la riduzione

del peso corporeo.

Con meno di 150 min a settimana di esercizio fisico aerobico di intensità moderata in genere la riduzione ponderale è minima; con 150-250 min a settimana la riduzione è modesta (2.3 kg in 6-12 mesi), con 250-400 min a  settimana la riduzione e di circa 5,0-7,5 kg in 6-12 mesi.

L'attività fisica associata a restrizione calorica aumenta significativamente la perdita di peso.

4. Educazione Terapeutica

Convincere il paziente obeso che un drastico cambiamento di abitudini non solo alimentari ma del comportamento giornaliero, sia per quanto riguarda la interazione con l'ambiente che lo circonda sia per quanto riguarda l'esercizio fisico siano essenziale per un percorso che consenta un duraturo calo ponderale.

Ciò richiede una vera e propria opera educativa che accompagni il paziente.

Necessario quindi l'apporto dello psicologo e l'azione fiduciaria del terapeuta.

Una delle problematiche che sono costantemente poste dal paziente è la tempistica: "per quanto tempo debbo attenermi alle regole imposte?" . L'intervento educativo ha il compito di fare recepire che non si tratta di regole imposte ma di una normale condizione di vita che evita eccessi inutili e che a fronte del piacere orgastico del cibo, di una vita sedentaria senza fatica, vi è la profonda soddisfazione di un ritorno ad una condizione che fa riconoscere il paziente ex obeso come un individuo tra gli individui. Ovvero consentire di acquistare la stima di se stesso che è alla base di ogni percorso terapeutico. 

Ma al di là di quanto su accennato resta un dato incontrovertibile:

La cura della obesità con la semplice dieta e con tutti i corollari su riportati dà come risultato un dimagramento duraturo solo nel 5% dei casi

 

solo nei pazienti:

1. con una elevata capacità cognitivo comportamentale

2. non affetti da obesità grave ma con un sovrappeso a limite della obesità

3. ex sportivi che rapidamente vedono un ritorno condizioni di forma impensabile senza il trattamento

4. che sanno attendere con pazienza l'evoluzione terapeutica e non pretendono risultati immediati.

Nel 95% l'unico trattamento che consente un dimagramento duraturo nel tempo ed una condizione che non limita la qualità dell'alimentazione ma solo la riduzione dell'introito di cibo è:

La Chirurgia Bariatrica

  • 90% di successo
  • Non recupero del peso
  • Mangiare tutto, ma in piccole quantità

 E l'altro 10% che non trae giovamento dalla chirurgia?

  • Mangiatori compulsivi di dolci e sostanze grasse zuccherate
  • Abuso di super alcolici
  • I pazienti che sono abituati rosicchiare piccolissime quantità di cibo ipercalorico durante le12 - 16 ore di veglia.

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