Che cos'è l'obesità?


L'obesità è una malattia cronica, a genesi multifattoriale, caratterizzata da un eccesso di peso corporeo secondarioall’abnorme accumulo di tessuto adiposo nell'organismo.
Si verifica quando si altera l'equilibrio tra energia introdotta con gli alimenti ed energia spesa con l'esercizio fisico.

CObesitaosa s'intende per individuo in sovrappeso ed individuo obeso?

• Sovrappeso = aumento del proprio peso in ragione del 20-28% del peso ideale o del peso abituale;

• Obesità = aumento del proprio peso in una percentuale maggiore del 30% del peso ideale o comunque del peso abituale.

L’obesità fino a circa 10 anni fa presentava una elevata incidenza nei paesi industrializzati, attualmente è considerata una malattia epidemica con un incremento esponenziale in tutti i paesi del globo, tant’è che, non senza motivo, oggi si parla di GLOBESITÀ.
Paradosso epidemiologico è quanto si verifica nel mondo, ovvero che a fronte di 145 milioni di individui sottopeso per patologie o per carenza nutrizionale, 155 milioni sono in sovrappeso ed obesi. Le dimensioni del fenomeno appare ancora più preoccupante quanto alla stima attuale di circa 500 milioni si prospetta un incremento di 700 milioni entro il 2015.
In Italia, sebbene l’incidenza non sia paragonabile con quella degli altri paesi occidentali, è comunque attestata intorno al 10,3% pari a circa 6 milioni (dati OCSE, EUROSTAT, OMS).
Secondo l'ultimo studio condotto dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa tale valore appare oltremodo preoccupante se si considera in prospettiva un incremento di circa 20 milioni entro il 2025.
Particolarmente interessanti sono i dati sull’incidenza dell’obesità infantile. Lo studio della commissione europea IDEFICS (Identificazione E Prevenzione Di Effetti Dietetici E Stile Di Via Indotti In Giovani E Bambini), sotolinea che l'Italia registra il primato per sovrappeso e obesità nella fascia d'età compresa tra i 6 e i 9 anni, con un aumento, solo per quella infantile di un +2,5% ogni 5 anni. Considerando che l’11% dei bambini in sovrappeso saranno obesi da grandi, ne deriva che l’impatto sociale della malattia in Italia diventa un fenomeno gravissimo che inciderà non solo sulla salute quanto sulla spesa sanitaria. Spesa sanitaria che subisce un incremento significativo quando l’obesità diventa patologica, ovvero una malattia multifattoriale gravata da malattie associa.


La sObesitapesa sanitaria si calcola sommando i costi diretti relativi alla spesa per la cura della malattia e delle complicanze e i costi indiretti, ovvero l’incidenza del costo che ha il paziente malato sulla società, cioè assenteismo e presenteismo (riduzione di produttività durante le ore di lavoro, aumento dei premi assicurativi in caso di invalidità derivante dalla malattia, bassa).
Negli USA hanno calcolato che un individuo affetto da patologia ipertensiva o cardiovascolare ecc. con un BMI>di 30 kg/m2 sostiene una spesa media maggiore del 18% rispetto alla spesa di un individuo normopeso affetto dalla stessa malattia. La spesa aumenta vertiginosamente, circa il 91%, nei pazienti con BMI>40 kg/m2 rispetto ai pazienti normopeso.
Secondo L’OMS l’Italia spende circa 23 miliardi di euro l’anno per l’obesità e le patologie ad essa associata pari all’8% della spesa sanitaria totale, con un rapporto spesa sanitaria(SS)/PIL pari al 7,3% (dati ISTAT - 2011). In considerazione dell’aumento incontrollato ed esponenziale della malattia in un futuro, sia pur lontano, la proiezione del rapporto SS/PIL nel 2050 sarà di circa il 9,7% pari a 347,00 miliardi di euro.

Per quanto riguarda la spettanza di vita negli obesi si riduce proporzionalmente al periodo in cui il soggetto è affetto dalla malattia.
In Australia la Framingham Heart Study ha controllato per 48 anni 5209 soggetti, affetti da obesità o che sono stati obesi per un periodo di tempo, monitorando: l’alimentazione, lo stile di vita e lo stato di salute.
I risultati hanno rilevato che i soggetti affetti da obesità per un periodo tra i 5 e i 15 anni presentavano il rischio di mortalità più del doppio dei soggetti da sempre normopesi. Il rischio di mortalità triplicava nei soggetti affetti da obesità per un periodo superiore a 15 anni.
Studi accreditati riferiscono che soggetti con BMI>30 kg/m2 vivono mediamente 4 anni meno di un soggetto normopeso. La aspettativa di vita si riduce di 10 anni nei soggetti con BMI> 40 kg/m2.
Significativo è lo studio su 3457 soggetti seguiti nell’arco di 40 anni da Peeters A., J. et al per conto del NEDCOM (Netherlands Epidemiology and Demography Compression of Morbidity Research Group) e pubblicato (2003) su “Annals of Internal Medicine” nel 2003 di cui riportiamo i grafici:

Obesita

Di fronte ad una tale calamità che tende ad espandersi ed in particolare nei paesi con economia emergente, le soluzioni sono:
• Un ampio ed accurato programma di educazione alimentare in cui vanno coinvolte anche le grosse multinazionali produttrici di cibo. Questo tuttavia è compito delle istituzioni. che devono prendersi carico di un attenta campagna di prevenzione soprattutto nell’età infantile.
• Il Trattamento mirato; il paziente obeso va preso in carico da un Team Multidisciplinare e polispecialistico che sia in grado di accompagnare il paziente lungo un percorso, prima di tutto psicologico che consenta di riacquistare l’autostima e quindi affidarlo agli internisti, dietologi, e gastroenterologi, che hanno il compito di controllare le malattie associate ed infine ad un equipe di chirurghi generali esperti, specialisti in chirurgia della’obesità che coadiuvati dal team plurispecialistico, sia in grado di proporre: un intervento chirurgico mirato e definitivo.

Questo sito utilizza cookies. Per saperne di più: Privacy Policy

Utilizzando questo sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser